"C'erano quelli che leggevano e poi c’erano gli altri.
Ci si accorgeva subito se uno era un lettore oppure no.
Tra gli esseri umani non c’è differenza più grande."
In un angolo dimenticato della Sicilia, dove il mare lambisce seconde case abusive nate senza permesso e senza bellezza, la famiglia Vasciaveo sopravvive in un seminterrato umido che odora di muffa e di segreti antichi. Qui vive Nilo, quattordici anni, insieme alla madre Agata e alla zia Rosi. La loro esistenza è fatta di regole non dette e di una routine che nasconde molto più di quanto mostri: ufficialmente lavorano il marmo, lo tagliano, lo vendono e lo trasportano, ma da generazioni custodiscono qualcosa di terribile. Nel bagno del loro appartamento, dietro una porta sempre chiusa, c’è una creatura che possiede un potere che alcuni bramano a ogni costo. I Vasciaveo non sono solo custodi: sono prigionieri. Da anni si sacrificano per tenere quella cosa al sicuro, per impedire che esca, per impedire che il mondo sappia. Poi arriva la giovane Arianna, bellissima e smarrita, con una bambina di nome Saskia. L’arrivo delle due rompe l’equilibrio fragile che tiene in piedi la famiglia. E Nilo incontra l’amore per la prima volta: un sentimento dolce, confuso, che lo fa sentire vivo come non mai. E proprio quell’amore gli rende insopportabile il peso del segreto che porta dentro casa. Con “Il custode”, Niccolò Ammaniti torna a scavare nelle ombre più profonde dell’adolescenza, regalandoci una storia che fa paura e, allo stesso tempo, stringe il cuore.